Sembra succedere quasi all'improvviso, ma s'infila dentro di te lentamente e silenziosamente...
Inizio a guardarmi allo specchio sempre più spesso, conosco tutti i minimi difetti del mio corpo e voglio distruggerli. Diminuisco i pasti, ma chissà quante calorie effettivamente ingerisco. Prendo a contare le calorie, è incredibile quanto sia facile assumere calorie, bisogna diminuirle! Non ho bisogno di così tanto cibo! Oggi niente più dolci, domani niente più pasta e pane, tra qualche giorno niente più carne, tra un mesetto niente più cibo. La bilancia è la mia amica fidata, quello che dice lei è giusto, prima o poi sullo schermo dove appare il peso vorò vedere scritto "perfezione". Qualsiasi cosa potrebbe far aumentare il mio peso, quindi meglio pesarmi ogni giorno più volte: mi sono appena svegliata, quanto peso?. Ho mangiato uno spicchio di mandarino, peso di più ora? Ho fatto sport, avrò perso peso? Ho bevuto un bicchiere d'acqua, incide sul peso? I chili scendono, ma non sono ancora felice, non mi vedo magra, non sono perfetta, non è abbastanza. Non è mai abbastanza. Spesso tocco le mie ossa che iniziano a sporgere, non so spiegare il lieve piacere che provo nel farlo.
Sembra succedere quasi all'improvviso, ma il tuo corpo pian piano si stanca di non essere ascoltato...
Il corpo inizia a ribellarsi, o forse è la mente? Inizio a mangiare. Diavolo! 400 calorie, oggi ho mangiato più di ieri, di sicuro il mio peso è aumentato! Che schifo. Inizio a pianificare le giornate, i digiuni e i pasti quasi inesistenti, ma la mente inizia a cedere. Così, piano piano, senza nemmeno accorgermene, ho iniziato ad abbuffarmi ogni tanto. Inizio a riprendere peso, tocco ancora le mie ossa, sperando di non ingrassare tanto da coprirle, impegnandomi per farle restare lì visibili agli altri.. Ma questi istinti di assumere cibo sono più forti del mio impegno. Mi abbuffo costantemente, cosa mi sta succedendo? Perchè non riesco a rispettare i miei piani? Mi rendo conto che quelle che prima chiamavo abbuffate, per cui mi pentivo andando in bagno a tentare di rimediare, non erano nulla. 800 calorie..900 calorie..1100 calorie... cosa conto a fare le calorie ormai, se non faccio altro che abbuffarmi? E' incedibile quanto riesca a mangiare.
Sembra succedere quasi all'improvviso, ma già bolle dentro di te e ti attende nei momenti deboli...
Eccomi reduce dell'ultima abbuffata, circa 1500 calorie in 20 minuti. Mi sento in colpa, ma la soluzione c'è, l'ho già adottata in precedenza, quando non ce n'era bisogno. Corro in bagno, non ci ho nemmeno pensato così tanto.. Vomito.. Avrò cacciato via tutto? Succede di nuovo il giorno dopo e i giorni seguenti, ma inizio a pensarci un po' di più, ci sono tante domande nella mia testa a cui non so dare risposta. Passano i mesi, ormai vomito più volte al giorno, ho imparato anche a farlo con meno rumori possibili. Questo problema mi blocca tutto: la scuola, le attività, le amicizie. Le persone attorno a me non immaginano quanta oscurità io nasconda dentro ed interpretano male la mia vita. Va tutto male, vorrei non essere mai nata. Ai denti che sanguinano quando li lavo o quando mordo qualcosa ci ho fatto l'abitudine. Anche al bruciore della gola dopo aver vomitato, al vomitare macchie di sangue e alle piccole cicatrici sulla mano ci ho fatto l'abitudine. La cosa a cui ancora non riesco ad adattarmi è il dolore. Piangere e sanguinare. Ogni volta che mi abbuffo e vomito, getto via un po' d'anima e di vita. Non so se ci sia qualcuno intorno a me in grado di capirmi, ma sono sull'orlo della disperazione. Mi sfogo su facebook, ma ovviamente cosa posso pretendere da un social network, se non persone che fraintendono? Mi sfogo sul mio diario, ma il dolore non si allevia. Ad un certo punto lo confesso anche a persone di fiducia, ma qualcuno scappa, qualcuno dopo un po' lo dimentica e qualcuno, non c'è da biasimare, non sa proprio cosa fare se non consigliarmi di farmi aiutare. Non posso dirlo ai miei genitori, loro non capiscono, si sentiranno in colpa e reagiranno male, voglio continuare a provare ad uscirne da sola. Passa altro tempo e non si risolve nulla, anzi, va sempre peggiorando. Basta. Racconto tutto a mio fratello, domani torna in città per le vacanze di Pasqua, lui è psicologo, è l'unico a casa che potrebbe capirmi e aiutarmi.
Sono pronta a tutto. Durante le vacanze di Pasqua ho avuto conversazioni difficilissime, prima con i miei fratelli, poi con mia sorella e poi, tutti insieme, con i miei genitori. Non so ancora cosa ne sarà di me quando le ferie saranno finite, forse andremo tutti in terapia familiare o forse mi porteranno in un centro per disturbi alimentari. Sono consapevole dei rischi, sono sarà facile e non deve essere facile: unsa soluzione semplice ad un problema complicato, probabilmente non è una soluzione.
Non succederà all'improvviso, ma prima o poi uscirò da questo inferno.
Questo è una sorta di modo per raccontarvi la mia storia fino a questo punto. Ora mi rivolgo direttamente a voi: ho condiviso questa cosa per vari motivi. Una delle finalità è quella di sfogarmi, nelle conversazioni difficili di queste ferie pasquali, mio fratello mi ha sempre spronata a parlare il più apertamente possibile, perchè è un modo per affrontare con maggiore forza il problema. Qui, vengo all'altro scopo: aiutare le persone che stanno soffrendo come me. Non ho ancora risolto i miei problemi, quindi ovviamente non dico di poter risolvere i vostri, ma penso che sarebbe utile aiutarci a vicenda a crescere ed evolvere per uscire da questo inferno, che nel mio caso adesso è la bulimia, ma potrebbe essere qualche altro disordine. Parlatene, non restate nella vostra fossa oscura, perchè continuerete a scavare anzichè vedere la luce.
Spero di aver innescato qualche piccolo meccanismo di evoluzione in voi.
Love, hope & be strong,
Dianne.
(Se avete bisogno di parlare, fare domande o cose simili, il mio indirizzo e-mail è in alto a destra nel blog)